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Polimery Clay: Cernit, Fimo, Prosculpt Le paste polimeriche sono delle paste modellabili che si induriscono cuocendo nel forno ad una temperatura di circa 120°-130°. Presentano una grande malleabilità che le rende adatte anche alle modellazioni più piccole, tuttavia essa cambia a seconda delle marche e del prodotto: il Cernit, per esempio, tende a sciogliersi notevolmente durante la lavorazione a causa del naturale calore delle mani. Quando accade la modellazione diventa impossibile e la si deve sospendere per qualche minuto affinché il Cernit si raffreddi o, addirittura, metterlo in frigo per accelerare il processo di raffreddamento. Il Fimo da questo punto di vista comporta meno problemi, anche perché ne esistono due diversi tipi: il Fimo Classic è piuttosto duro, bisogna scaldarlo a lungo nelle mani prima di poterlo lavorare, tuttavia assicura una buona tenuta durante la modellazione. Per quanto riguarda il Fimo Soft, invece, si può iniziare a lavorarlo con più rapidità, ma alcuni sostengono che tende a comportarsi come il Cernit. Per quanto mi riguarda mi sembra che entrambi i tipi di Fimo abbiano una consistenza ben più resistente del Cernit, tuttavia io preferisco servirmi di quest'ultimo, perché trovo che i pezzi molto piccoli si congiungano più facilmente fra loro e le imperfezioni dovute a ruvidezze delle mani si notino meno. Sia il Fimo che il Cernit si trovano in molte tonalità diverso ed esistono anche dei colori "ad effetto", come i perlati, quelli metallici, i fluorescenti e i fosforescenti. Il Prosculpt è un tipo di pasta polimerica di qualità decisamente superiore: non si deve scaldare all'inizio prima di modellarla e durante la lavorazione il calore non la scioglie in alcun modo e rimane della sua solita consistenza. Il Prosculpt, però, ha un prezzo molto più alto (almeno qui in Italia) e si trova soltanto nelle tonalità che servono per l'incarnato delle bambole. Esistono anche altri tipi di paste polimeriche, come lo Sculpey, il SuperSculpey, ecc, e si basano tutte più o meno sugli stessi princìpi.
| Incisione del vetro Incidere il vetro richiede una mano ferma e moltissima pazienza! Con l'apposito strumentino dalla punta intercambiabile, si sceglie la mola che si vuole usare: a seconda del tratto, della grandezza della superficie da incidere e dell'andamento del disegno, esistono mole con la punta tonda, triangolare, cilindrica e via dicendo. Con lo stesso strumento e con la medesima tecnica si possono incidere anche le superfici degli specchi. Il disegno è consigliabile tracciarlo prima con le apposite matite, si può fissare al di sotto della superficie da incidere e poi ricalcarlo. Se la superficie è piatta si può provare a ricalcarlo incidendolo direttamente. La concentrazione deve essere rigorosa, uno sbaglio non si può cancellare e potrebbe compromettere tutto il lavoro fatto fino a quel momento! Durante la lavorazione è sempre buona norma indossare mascherina e occhialini per ripararsi dalla polvere di vetro, molto sottile e insidiosa.
| Pirografo Il pirografo serve per l'incisione del legno e del sughero. Si usa come una penna, si collega alla presa di corrente e la sua punta diventa incandescente: così è in grado di bruciare il legno lasciando un tratto nero. In questo modo si può disegnare "a fuoco" sul legno in bianco e nero, come se si trattasse di una matita... indelebile! Volendo, i disegni possono essere colorati successivamente, ma consiglio di usare sempre colori molto tenui, per non rovinare lo splendido effetto di chiaro-scuro sottostante. Mentre sul sughero il tratto risulta sempre e comunque nero e si possono realizzare soltanto disegni tipo "stancil" giocati sul contrasto netto del bicolore, sul legno si possono azzardare tecniche più elaborate perché, a seconda della pressione esercitata, il tratto sarà più o meno scuro e più o meno spesso. Le punte del pirografo sono intercambiabili e inoltre, scegliendo un pirografo professionale, c'è anche la possibilità di regolarne la temperatura, in modo di agire sul legno con molti tratti diversi. Anche la scelta del legno è molto importante: in legni dolci il pirografo affonderà più facilmente, i legni duri invece opporranno più resistenza allo scorrere della punta, ma offriranno la possibilità di una più ampia gamma di chiaro-scuri.
| Découpage Il découpage è l'arte del ritaglio. Consiste infatti nel ritagliare disegni e immagini di carta per poi applicarle sulle superfici più varie: legno, vetro, stoffa, metallo, plastica, qualsiasi supporto va bene. Ciò significa che molto spesso si possono usare materiali di riciclo, trasformando in nuove e bellissime creazioni delle vecchie cose rovinate, che magari andrebbero buttate. Esistono numerose tecniche di découpage e ognuna ha modalità proprie per la preparazione della superficie e l'incollaggio: per esempio nella tecnica del tovagliolo si usano tovaglioli disegnati al posto dei comuni ritagli di carta, e sono più delicati, quindi per farli aderire alle superfici si usa un procedimento diverso dalla carta comune. Il découpage può essere affiancato ai tradizionali e numerosi effetti di colorazione e pittura, quindi ci si può sbizzarrire con effetti craquelé, decapé, tecniche 3D e così via.
imedith
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